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I MIEI ASCOLTI
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LA MIA LIBRERIA

Stretch out and wait 



THE SMITHS - Stretch out and wait [The world won't listen 1986]

On the high-rise estate What's at the back of your mind ?
Oh, on a three-day debate On a high-rise estate
What's at the back of your mind ?

Two icy-cold hands conducting the way
It's the Eskimo blood in my veins
Amid concrete and clay And general decay
Nature must still find a way
So ignore all the codes of the day
Let your juvenile influences sway
This way and that way
This way, that way
God, how sex implores you
To let yourself lose yourself


Stretch out and wait
Stretch out and wait
Let your puny body, lie down, lie down
As we lie, you say
As we lie, you say
Stretch out and ...
Stretch out and wait
Stretch out and wait
Let your puny body lie down, lie down


As we lie, you say : Will the world end in the night time ?
(I really don't know)
Or will the world end in the day time ?
(I really don't know)
And is there any point ever having children ?
Oh, I don't know
What I do know is we're Here and it's Now


So ... stretch out and wait
Stretch out and wait
There is no debate, no debate, no debate
How can you consciously contemplate
When there's no debate, no debate ?
Stretch out and wait
Stretch out and wait
Stretch out and wait
Wait
Wait
Wait
Wait
Oh ...


Scritto da: jaguattina | mercoledì, 30 aprile 2008 11:22 |
   [commenti ] [music, lyrics, visions]

MY CURSE 



AFGHAN WHIGS - My Curse [Gentlemen 1993]

You hurt me baby I flinch so when you do
Your kisses scourge me Hyssop in your perfume
Oh, i do not fear you
And slave i only use
As a word to describe the special way i feel for you

You look like me And i look like no one else
We need no other As long as we have ourselves
But i won't cry about it
Every time you get obsessed Every time i came undressed
All ugly thoughts are gone I'm sure we'll all be friends
I'll try to break your back You'll try to make amends

Curse softly to me baby And smother me in your love
Temptation comes not from hell but from above

And there's blood on my teeth When i bite my tongue to speak
Zip me down, kiss me there I can smile now
You won't find out ever
Hurt me baby I flinch so when you do
Your kisses scourge me Hyssop in your perfume
Oh i do not fear you
And slave i only use as a word to describe
The way i feel when i'm with you
If i have to lie about it everytime i came undressed


Scritto da: jaguattina | martedì, 29 aprile 2008 10:22 |
   [commenti ] [music, lyrics, visions]

dazed and CONFUSED 



Venerdi sera, San Lorenzo: uno dei tanti locali dove suonano dal vivo gruppetti alternativi di indie rock.
Decidiamo di entrare ma non conosciamo la band così chiediamo alla ragazza alla cassa:
- che genere fanno?
- uhm... rock'n'roll
- come scusa??
- rock'n'roll!

rock'n'roll???? piuttosto sconcertata cerco di darmi un contegno per non ridere... non sentivo dire rock'n'roll dall'ultima esibizione di little tony in tv!!

Entriamo comunque fiduciosi e bevo qcs mentre aspettiamo che il gruppo inizi a suonare.
Un tipo piuttosto strano mi attacca bottone al bar così colgo l'occasione per chiedere anche a lui:
- che musica fanno?
e lui, serio:
- rock indiano....

Eeeehhh??!!?
ma è una candid camera o c'è davvero gente così?!?


Scritto da: jaguattina | domenica, 27 aprile 2008 21:07 |
   [commenti (1)] [music, words]

LA MIA STELLA 



THE GUTTER TWINS

THE GUTTER TWINS - ALPHEUS, ROMA 23 Aprile 2008

C'è poco da girarci intorno... per me Greg Dulli è il dio del sesso!
Quando l'ho visto per la prima volta nel video di Gentlemen, bello come il sole, con lo sguardo fiero e il sorriso beffardo sono rimasta folgorata e la sua voce inconfondibile, stupenda e assolutamente erotica è diventata la mia ossessione e la mia schiavitù.
Incomprensibilmente sono poche le persone che la pensano come me ma non importa. Ieri sera all'Alpheus si esibivano i Gutter Twins, la nuova banda di Dulli e Mark Lanegan. Niente da togliere all'ex Screeming Trees, un mito anche lui ma, ovviamente, io ero lì per ascoltare la voce di Greg.

Al suo arrivo sul palco l'emozione è grande, un misto di gioia e delusione mi assale, come rivedere un vecchio amore che col tempo si è lasciato andare trasformandosi nella sua versione "quadro di Dorian Gray". Il ricordo di quando era nel pieno del suo splendore, mi provoca un moto di rimpianto per come è adesso, bolso e appesantito, probabilmente (s)fatto di droghe e alcol. Ma nei suoi occhi c'è sempre lo stesso sguardo spavaldo e, quando sorride, sulle sue labbra si disegna un ghigno irresistibile e per tutto il concerto sono assolutamente rapita dal suo magnetismo e non riesco a staccargli gli occhi di dosso.

Si muove sul palco come un animale, sicuro di se, incurante dei suoi 130 kg (a occhio e croce...) e man mano che il concerto entra nel vivo Greg si scioglie lasciandosi andare. Il suo spirito si libera dal peso di un involucro ingombrante e la sua voce, sputata a forza fuori dall'anima, è talmente sexy che sarebbe capace di trasformare in puttana anche la più casta delle vergini.

GREG DULLI... UN MITO!! *-* i love u * **Una discesa all'inferno, fra passione e abisso, i brani dell'album si susseguono uno dopo l'altro, ancora più belli che sul disco, come liberati e ingigantiti dalla presenza del pubblico: Stations apre il concerto e poi God's children, All misery e tutte le altre dell'album. Mark Lanegan al centro della scena è immobile e solido al suo microfono, come una roccia. Ed Harcourt, che ha aperto la serata, dà una mano alle tastiere mentre  Greg fuma una sigaretta dietro l'altra, e la sua mole si sposta sul palco stagliandosi fra il fumo e le luci alle sue spalle. Si muove, balla, tiene il palco praticamente da solo e la sua voce è puro sesso, mescolato a energia, forza disperazione, desiderio... c'è tutto. E' come un turbine che trascina qualsiasi cosa con se, così che non rimane più niente a parte LUI: l'artefice di queste emozioni.
"We are all in the gutter, but some of us are looking at the STARS."
Oscar Wilde

FOTO: http://www.flickr.com/photos/jaguattina
VIDEO: http://www.youtube.com/user/jaguattina



THE GUTTER TWINS - ALPHEUS, ROMA 23 Aprile 2008
Stations
God's children
All misery
Live with me
Seven stories
Idle hands
Bete noire
Down the line
I was in love with you
St. James
Spanish doors
Eat a peach
Front street
-------------
Papillon
Hit the city
King only
Meth blues
Number 9


Scritto da: jaguattina | giovedì, 24 aprile 2008 23:08 |
   [commenti (3)] [music, live, alternative, tour dates, rock, music reviews, indie]

dubbio amletico (?) 



DIVANO IKEA o JEANS DIESEL?
...CHE DOMANDE!!!


Scritto da: jaguattina | sabato, 19 aprile 2008 16:29 |
   [commenti (3)] [shopaholic]

SING AGAIN 



L'album di Chris Walla, chitarrista dei Death Cab for Cutie è bellissimo!!
In attesa di Narrow Stairs che uscirà a maggio non faccio che ascoltare Field Manual, il suo primo album solista uscito ormai da 3 mesi. A proposito.... penso che ormai tutti sappiano che la versione di Narrow Stairs che si trova in rete è un falso  

Peccato, per un paio di giorni ci ho creduto anch'io, invece si tratta di una band tedesca, i Velveteen. Il loro album, Home Waters, comunque non è niente male e sembrano davveri i DCFC.
A quanto pare però è stato solo un pesce d'aprile, QUI tutti i dettagli.

PS.
Stamattina su Repubblica c'è un articolo su SOKO, artista francese
di cui io ho parlato circa un anno fa... Buongiorno!!!

http://www.myspace.com/chriswalla
http://www.myspace.com/velveteenmusic
http://sokomusic.com/ill-kill-her/


Scritto da: jaguattina | venerdì, 11 aprile 2008 10:20 |
   [commenti (2)] [music, alternative, visions, indie]

Beethoven... sexy motherfucker 



Quando leggo un libro in cui c'è della musica mi viene spontaneo andare subito a cercare i brani citati per ascoltarli insieme ai protagonisti del racconto. Ora ho appena finito di leggere "Kafka sulla spiaggia" di Haruki Murakami e "Chesil Beach" di Ian McEwan, libri in cui musica ha un ruolo significativo e, a quanto pare Beethoven, Mozart e Schubert vanno parecchio di moda...

Haruki Murakami - Kafka sulla spiaggia

Duke Ellington, The Beatles, Led Zeppelin
Radiohead - Kid A
John Coltrane - My favorite things
Prince - Greatest Hits
Prince & The New Power Generation - Sexy motherfucker
Beethoven - Trio dell'Arciduca Op. 97
Mozart - Serenata Posthorn k320
Schubert - Sonata in Re maggiore D850

Ian McEwan - Chesil Beach

Chuck Berry - Roll over Beethoven
Beethoven - Quartetto Razumovsky op.59
Beethoven - Quartetto op.18
Mozart - Sinfonia Haffner n°35 K385
Mozart - Quintetto in Re maggiore K593
Schubert - Quartetto n°15 D887

In cambio, Edward le portò da Oxford dei dischi che voleva insegnarle ad amare. Florence sedette immobile e ascoltò paziente Chuck Berry, a occhi chiusi, con eccessiva concentrazione. Lui temette potesse disapprovare Roll Over Beethoven, che Florence invece trovò spassoso. Si sforzò di esprimere un commento positivo su ogni pezzo ma dovette ricorrere ad aggettivi quale “vivace”, “allegro” o “sincero” e Edward seppe per certo che voleva soltanto mostrarsi gentile. Quando osò dirle che forse non riusciva a “cogliere” il punto del rock’n’roll e quindi non si vedeva perché insistere, Florence dovette ammettere di non capire la necessità delle percussioni. Con brani così elementari, in larga misura semplici quattro tempi, che bisogno c’era di tutto quel battere e martellare? A che scopo, quando c’era già la chitarra ritmica e spesso anche il pianoforte? Se ai musicisti serviva sentire il tempo, non potevano procurarsi un metronomo? A quel punto perché non inserire un batterista anche nell’Ennismore Quartet? Edward la baciò e le disse che era la persona più fuorimoda di tutto l’Occidente.
-         Eppure mi ami – fece lei.
-         No, perciò ti amo.

Scritto da: jaguattina | domenica, 30 marzo 2008 21:24 |
   [commenti (3)] [music, books]




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