THE IDIOTS ARE WINNING
Da quando mi sono iscritta a Last.FM i miei orizzonti musicali si sono ampliati a dismisura e spesso mi capita di scoprire artisti di cui altrimenti non avrei mai conosciuto l'esistenza.
Pur muovendomi prevalentemente in ambito indie rock mi piace anche andare alla scoperta di altri generi che spesso possono rivelare delle splendide sorprese.
E' così che mi sono ritrovata ad ascoltare The Idiots Are Winning, l'ultimo Ep di James Holden, dj e produttore inglese, fondatore dell’etichetta Border Community.
Un territorio per me quasi inesplorato, quello della progressive house, per cui, dopo un'immediato e istintivo entusiasmo per questo disco, da profana mi sono chiesta "ma cosa ne pensano quelli che se ne intendono davvero?"
Così dopo aver letto alcune recensioni estrememente positive e aver chiesto in giro a qualche intenditore mi sono convinta definitivamente di avere fra le mani un vero gioiellino!!!
Pur essendo solo un ep, questa release comprende ben dieci pezzi decisamente eterogenei. Giusto per avere un quadro di riferimento, diciamo che si tratta di un mix di progressive house + minimal techno, dance e elettronica sperimentale e sonorità minimali mescolate all’ambient.
Un tipo di musica che definirei bidimensionale, che suggerisce atmosfere da videogame, in cui domina una linea melodica attorno alla quale si attorcigliano suoni acidi, distorsioni e ritmi sincopati e incalzanti.
10101, forse la traccia migliore dell’ep, è assolutamente irresistibile, fa pensare a un viaggio nelle profondità della terra, nel buio di un formicaio brulicante di esserini microscopici. Corduroy è una battaglia spaziale a base di raggi laser. Idiot ha un ritmo martellante e ipnotico a far da colonna sonora a qualche creaturina digitale dispersa in una foresta elettronica. Flute è il pezzo più ambient del disco, cupo e inquietante.
Insomma una release davvero particolare e se è vero che the idiots are winning, per fortuna che c’è gente come James Holden che ogni tanto cerca di fare qualcosa di diverso!
TRACKLIST
· Lump
· Quiet Drumming Interlude
· 10101
· Corduroy
· Flute
· Idiot
· Lumpette
· Intentionally Left Blank
· Idiot Clapsolo
· Quiet Drumming
http://www.jamesholden.org/
[commenti (13)] [music, music reviews]
MY.personal.Radio.station
Novità!!
Ho fatto qualche modifica al layout grafico del blog per poter inserire il nuovo player di Last.FM, una radio personalizzata con la selezione musicale basata sui miei gusti e i miei ascolti.
Spero che vi piaccia!!! 
[commenti (11)] [music, geek life]
The Sea Horse Limbo
L’artista belga Jérôme Deuson, dopo aver pubblicato un paio di anni fa il suo splendido album di debutto A Hundred Dry Trees per la Intr_version, torna ora con una nuova release dal titolo The Sea Horse Limbo, sempre per la stessa etichetta.
Un compromesso fra la passione di Deuson per il PostRock con le sue melodie tipicamente malinconiche e il suo gusto personale per i glicthes e i trattamenti software del suono.
I nove brani vengono progressivamente destrutturati e trasformati in creature elettroniche per mezzo di sovrapposizioni di suoni sintetici; un brano dietro l’altro, le melodie sono decostruite e dilatate ma all’improvviso schegge di diversi frammenti musicali si ricompongono per assumere una forma più riconoscibile, perfettamente cesellati in melodie pop, sottolineate dal suono di voce e chitarra.
Un tipo di musica che richiama in un certo senso Desormais o il Fennesz di Endless Summer ma che si sviluppa in uno stile assolutamente personale.
L’album parte con Why do I Run Seasons so Fast in cui prendono vita atmosfere minimali create per mezzo di chitarre acustiche, campanelli, suoni elettronici, glitch, distorsioni e voci sussurrate che sembrano venire da molto lontano.
La bellissima Hit my Country è forse il pezzo più pop dell’intero album: parte con una melodia trascinante di archi che si sviluppa, soffocata lentamente da crepitii e distorsioni elettroniche, fino a spegnersi quasi del tutto per poi ripartire con più vigore e trasformarsi in una bellissima ballata con voce e chitarre acustiche.
Oh! Le Zeppelin con i suoi 12 minuti è a tutti gli effetti un pezzo post-rock che parte lentamente per poi crescere di tono e trasformarsi in un potente intreccio di chitarre, batteria e di suoni elettronici.
L’album si chiude con la dolcissima (H)and in the Sand che con i suoi suoni appena accennati ci trasporta in un paesaggio marino al tramonto, con i riflessi del sole sulle onde e i gabbiani all'orizzonte. Insomma, un album per immergersi in un mondo incantato.
AMUTE - The sea horse limbo
Intr_version 2006
TRACKLIST
Why do I run seasons so fast
The floating boat
Hit my country
Disco flags are all around you
When cyclic Brussels gave up
Oh! Le zeppelin
The sea horse
Limbo
(H)and in the sand
www.amute.net
http://www.myspace.com/amutemusic
[commenti (6)] [music, music reviews]
LOVE is in the air
[commenti (4)] [visions]
So This Is Goodbye
JUNIOR BOYS - So This Is Goodbye
Domino 2006
“So This Is Goodbye”, così recita il titolo della nuova release dei Junior Boys. Speriamo che sia solo un modo di dire perché dopo un album di questo livello credo che non potremo fare a meno di loro tanto facilmente. La formazione che attualmente comprende Jeremy Greenspan e Matthew Didemus ha pubblicato questa seconda prova lo scorso settembre bissando il successo dell’esordio del 2004.
Acclamato dalla critica, “So This Is Goodbye” non è certo uno di quei dischi che colpisce fin da subito. Va invece metabolizzato un po’ per volta in rilassata solitudine e apprezzato ascolto dopo ascolto.
Stiloso e ballabile questo nuovo album mescola generi diversi con grazia e leggerezza: evoca i classici gruppi synth pop metà anni ’80 (Depeche Mode, New Order, Pet Shop Boys…) gioca con ritmi dub, microhouse ed echi new wave legando il tutto con una certa dose di malinconia.
La voce di Jeremy Greenspan è assolutamente struggente, in “Count Souvenirs” ricorda a tratti Dave Gahan, ma con più classe. “In The Morning” è un pezzo straordinario, giocato sul contrasto fra un ritmo hip hop trascinante e la sua voce calda e sussurrata. La title track a seguire e poi “Like a Child” sono incredibilmente dolci, romantiche e malinconiche mentre “Caught In A Wave” ondeggia su una base downtempo. Il disco si chiude con una cover di Sinatra “No One Cares” e con “FM” una languida ballata synth.
Davvero un bellissimo album di eleganti melodie, una raccolta di perle electro-pop che, come dice Mark Fisher su loro sito ufficiale: "invokes a globalized world in which we are all tourists - at home everywhere and nowhere, constantly connected but always alone."
TRACKLIST
1. Double Shadow
2. The Equalizer
3. First Time
4. Count Souvenirs
5. In The Morning
6. So This Is Goodbye
7. Like A Child
8. Caught In A Wave
9. When No One Cares
10. FM
http://www.juniorboys.net/
http://www.myspace.com/juniorboys
Qui si può ascoltare l’intero album in streaming: http://www.sothisisgoodbye.com/
[commenti (11)] [music, music reviews]
Zzzz....

SINTOMI: Eccessiva sonnolenza diurna
Rappresenta il segno fondamentale della malattia, ed è caratterizzata da una irrefrenabile voglia di dormire in condizioni di scarso stimolo ambientale, ad esempio durante la lettura di un libro o durante uno spettacolo televisivo. Tuttavia episodi di sonnolenza improvvisa si possono verificare durante il pranzo o ad esempio durante conversazioni telefoniche. Si possono verificare spesso piccoli attacchi (microsonnellini).
http://it.wikipedia.org/wiki
Anche se nel testo vengono citati soltanto libri o spettacoli televisivi, pranzi o telefonate (tutto comprensibilissimo d'altra parte se si pensa a quello che siamo costretti a sorbirci) credo che per estensione si possa includere anche la voce "concerti".
Sabato sera al concerto dei Giardini di Mirò ho passato un'ora buona acciambellata in una poltrona a russare beatamente (non è vero che russo, era tanto per dire
)[commenti (5)] [words]
Please, Patience...
Non c'è niente di male ad ammettere le proprie debolezze.
Ci sono periodi in cui non posso fare a meno di ascoltare qualcosa che non mi impegni la mente, qualcosa di allegro, che mi faccia pensare a una giornata di sole spensierata, e non richieda capacità critiche o di concentrazione.
"Beautiful World" dei Take That è il disco perfetto.
Sarebbe facile liquidare con parole di sufficienza l'album di una boy-band che 10 anni fa mandava in delirio milioni di ragazzine ma bisogna pur essere obiettivi. E non avendoli mai ascoltati e tantomeno amati ai loro tempi d'oro, credo di potermi ritenere tale.
Gli ex "fab five" di Manchester, ora sono cresciuti e, rimasti in quattro, hanno aspettato appunto 10 anni prima di riunirsi nuovamente e tornare in testa alle classifiche commerciali. Ma il tempo ovviamente è passato anche per loro.
Quest'album è composto da 11 pezzi, quasi tutte ballate, che rivelano una maggiore maturità sia negli arrangiamenti sia nei testi e prelude a una nuova direzione della band. Scritti in stretta collaborazione dai quattro membri della band, con l'aiuto dell'autore/produttore John Shanks (Ashlee Simpson, Anastacia, Alanis Morissette), tutti i brani sono ugualmente orecchiabili e catturano al primo ascolto.
Beautiful World non racconta niente di nuovo, nonostante ciò è innegabile che ogni singolo brano è perfettamente curato, con melodie eleganti e arrangiamenti e cori ben bilanciati.
I primi quattro pezzi dell'album sono impeccabili: ad aprire "Reach out" una potente ballata pop, subito seguita dal primo singolo, l'appassionata "Patience". In terza posizione la title track "Beautiful world" col suo ritmo trascinante e poi la struggente "Hold On", cantata da Mark Owen così come "Shine" dal ritmo vagamente funky mentre "Wooden Boat", la ballata acustica che chiude l'album è cantata da Jason Orange. Gary Barlow infatti concede spazio agli altri membri della band anche per quanto riguarda la parte vocale e i quattro si alternano al microfono uno dopo l'altro.
"Mancunian Way" è uno dei pezzi più particolari dell'album: epicamente orchestrato ricorda i My Life Story, gruppo britpop della metà degli anni '90 mentre in altri momenti tornano alla mente i Coldplay o i Keane.
"Like I never Loved You at all", "I'd wait for life" e "What You Believe In" invece sono obiettivamente noiose e stucchevoli, dimostrazione che belle melodie, armonie perfettamente arrangiate e una produzione con i fiocchi non sempre bastano... e per questo si ascolta la musica indie!! 
Il risultato complessivo comunque è sicuramente sorprendente, se non altro perchè sono io la prima a sorprendermi che mi possa piacere un album del genere!!
Sarà grave???
TRACKLIST:
1. Reach Out
2. Patience (Album Version)
3. Beautiful World
4. Hold On
5. Like I Never Loved You At All
6. Shine
7. I'd Wait For Life
8. Ain't No Sense In Love
9. What You Believe In
10. Mancunian Way
11. Wooden Boat / Butterfly
[commenti (3)] [music, music reviews]
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