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Micro Reviews 



STEPHEN FRETWELL - Man on the RoofSTEPHEN FRETWELL
Man on the Roof

Stephen Fretwell, cantautore inglese, ha da poco pubblicato per la Polydor “Man on the Roof”, il suo secondo album. Fretwell non è forse famosissimo qui in Italia ma ha già fatto da support per gruppi come Travis, Elbow, Athlete, Keane e KT Tunstall. Per sua stessa ammissione però la sua influenza principale è Bob Dylan e la sua musica in effetti gli deve molto. Il suo nuovo album è composto da dreamy ballads fra l'indie e il folk, interpretate con una voce da crooner navigato. Testi agrodolci e vagamente malinconici, fanno di quest'album una piccola perla.
Traccia consigliata: Now (che mi ricorda tantissimo "I'll stand by you" dei Pretenders)

http://www.stephenfretwell.com/
http://www.myspace.com/stephenfretwell


 
club 8 - the boy who couldn't stop dreamingCLUB 8
The Boy who couldn't stop dreaming

Paese di provenienza: Svezia. Etichetta: Labrador. Già questo potrebbe bastare a inquadrare i Club 8 che ci regalano il loro sesto album "The boy who couldn't stop dreaming". Il duo, formato da Karolina Komstedt e Johan Angergård (che fra l'altro è anche uno dei fondatori della Labrador), attivi fin dal 1995, da ben 4 anni non pubblicavano nulla a causa di progetti paralleli di Johan ma ora sono tornati e ci incantano con melodie eteree e leggere, 12 pezzi di puro indie pop, semplici e delicati, fatti di chitarre scintillanti in bilico fra i Cardigans e i Sundays.
Un album leggero e frizzante che si fa amare immediatamente, da fischettare in queste giornate di sole autunnale.
Traccia consigliata:Whatever You Want
L'MP3 è liberamente scaricabile dal sito della Labrador QUI

http://www.myspace.com/club8
 
 
turin brakes - dark on fireTURIN BRAKES
Dark on Fire

Quarto album per i Turin Brakes, uscito il 17 settembre scorso per la virgin e prodotto da Ethan Johns (Kings Of Leon e Ray Lamontagne fra gli altri)
Sono sicuramente cresciuti musicalmente Olly Knights e Gale Paridjanian nel corso degli anni, da quando, nel 2001, si eressero a paladini del New Acoustic Movement e sono più sicuri di sè lasciando molto più spazio a sonorità elettriche piuttosto che acustiche. Chitarre sfrontate e cristalline si fanno largo fra le bellissime melodie che hanno sempre caratterizzato la loro musica rendendo alcuni pezzi davvero splendidi: Last chance e For the Fire (fra tutte le mie preferita) Timewaster o il singolo Stalker. Ottima prova, impeccabile e senza sbavature.
Traccia consigliata: Last Chance
 
http://www.myspace.com/turinbrakes
http://www.turinbrakes.com
 
 
the twang - love it when i feel like thisTHE TWANG
Love it When i Feel Like This

Mentre in inghilterra The Twang vengono osannati dalla critica e in particolare dal NME qui da noi non se li fila quasi nessuno. Siamo solo più obiettivi o siamo invece un po' stufi delle solite sonorità? Certo è che il loro è un sound tipicamente inglese, piuttosto classico, in cui a tratti riesco a sentire anche i primi U2 o gli Smiths. Il loro album di debutto Love It When I Feel Like This è un album compatto, molto suonato, basato su chitarre decise e taglienti e un'alternanza di pezzi epici e scanzonati. La voce ruvida e inconfondibile di Phil Etheridge è la caratteristica principale del gruppo insieme a una grande energia che esplode prepotentemente in tutti i brani. Il problema forse è che nel complesso l'album risulta un po' troppo unifome e prolisso e, nonostante le potenzialità ottime della band, perde in freschezza e spontaneità.
Traccia consigliata: Got Me Sussed
 
 
http://www.myspace.com/thetwang
http://www.thetwang.co.uk/


Scritto da: jaguattina | lunedì, 29 ottobre 2007 08:29 |
   [commenti (2)] [music, folk, rock, dreamy, pop , music reviews, indie]

Blogger Interview #11 



 Fra tutti i blog di musica e non che guardo abitualmente il suo è sicuramente quello che propone le cose più originali e particolari. Dalla musica alla letteratura, al teatro, ruckert ci mette a parte di tutto quello che lo incuriosisce e lo interessa.
E si fanno sempre delle belle scoperte!

Nick: ruckert
Blog: Burning Bright
Link:
http://ruckert.splinder.com/

 

1. Cosa rappresenta per te la musica e che posto ha nella tua vita?
Non è facile rispondere. Ascolto musica da sempre, senza barriere, senza confini, affidandomi principalmente alla mia curiosità, simile a volte a una fame insaziabile. La musica così è assolutamente un elemento centrale della mia vita, mi accompagna sempre, spesso con funzioni diverse. Può essere catarsi, introspezione ma allo stesso tempo un'opportunità di conoscenza, confronto e crescita, perché la bellezza del linguaggio musicale è che può avvicinare le persone e mondi distanti intorno a un comune sentire.

2. Quali sono gli artisti/band che ami di più o che hanno segnato la tua vita e quelli e che invece proprio non sopporti?
Mi ritengo una persona curiosa che ama spaziare e sono dunque innumerevoli i musicisti che mi hanno segnato. Potrei citare tanto Nick Drake, quanto John Coltrane e Ludwig van Beethoven dunque. Ma sarebbe sempre un elenco incompleto che comunque si allunga giorno dopo giorno, seguendo un filo senza fine. Poi ci sono musicisti che non sopporto ma confesso di avere difficoltà a individuarne i nomi, forse perché tendo a dimenticarli.

3. C'è un artista che ti piacerebbe incontrare e perché?
Sicuramente Thelonious Monk, perché rappresenta molto per me. La sua musica dolce e spigolosa è stata una conquista importante e mi ha sempre affascinato la sua vita, la passione, la concezione della musica che ha messo in pratica. Nel mio blog ho scritto tempo fa il racconto di un incontro immaginario con Monk, un po' per giocare con la fantasia un po' per realizzare "davvero" questo incontro impossibile.http://ruckert.splinder.com/post/7058736/%27Round+Midnight

4. Qual è stato il più bel concerto a cui hai assistito?
Ho assistito a tanti concerti nella mia vita, molti mi sono rimasti nel cuore per ragioni diverse. Indicarne uno solo non sarebbe giusto, perché ognuno ha avuto un suo significato. Dunque potrei citare il concerto di Sonny Rollins a Sassari nel 1988, perché fu un evento pazzesco con più di 5.000 persone travolte dal jazz. Ma non posso di certo dimenticare Faber con la PFM che vidi da bambino, infatti ancora oggi - anche alla luce della perdita di Fabrizio De André - è un ricordo emozionante. Ma ce ne sono tanti altri e speriamo che anche i prossimi siano in grado di lasciare segni indelebili dentro di me, come il prossimo che attendo: Lou Reed - Berlin.

5. Anche se sei appassionato di musica, il tuo blog tratta altri argomenti: cosa ti spinge a tenere un blog e quali temi affronti nei tuoi post?
La musica è l'argomento principale del mio piccolo blog, ma cerco di parlare di tutto quello che suscita in me interesse. Le categorie per questa ragione sono volutamente generiche (Leggere, ascoltare, pensare...) perché così mantengo la massima libertà nelle scelte relative ai post. Posso parlare di musica, ma anche di cinema, politica, letteratura, poesia ... non voglio un limite.
Rispondere invece al perché del blog richiede una premessa. Il web per me è passione ma anche disordine, il blog invece rispondeva alla mia esigenza di ordinare le idee secondo logiche chiare, idee che così era più facile condividere sperando che potessero essere arricchite da contributi terzi.
Ecco allora la ratio del blog secondo me: condivisione aperta a nuove impressioni ed esperienze. In fondo è questo che mi spinge oggi ancora a scrivere.


Scritto da: jaguattina | giovedì, 25 ottobre 2007 14:56 |
   [commenti ] [blogger interview]

BAND OF HORSES - Cease to Begin 



NB: Recensione estemporanea!

Capita a volte di vivere situazioni o di conoscere persone che ci sembrano aver sempre fatto parte della nostra vita. Non capita spesso ma quendo succede è bellissimo perchè è tutto stranamente naturale e ci sentiamo veramente a casa!
Quando accade con un disco poi è davvero strano: canti le canzoni dopo averle ascoltate una volta sola come se avessi imparato le parole e la melodia quando eri all'asilo, ti sembra che abbia sempre fatto parte di te e riesce a toccare veramente le corde giuste del tuo cuore.
Non capita spesso ma stavolta è successo!

Il nuovo album dei Band of Horses, Cease to Begin, mi fa esattamente quest'effetto.

Band of Horses - Cease to begin

L'ho preso solo ieri sera e dopo averlo ascoltato due volte di seguito non volevo andare a letto per continuare a sentirlo.
Stamattina la prima cosa che ho fatto appena sveglia è stata accendere iTunes per riascoltarlo... ancor prima di farmi il caffè!
E sto continuando ancora adesso, senza stancarmi.
In particolare 2 pezzi sono meravigliosi: No One's Gonna Love You (che inguaribile romantica!) e Detlef Schrempf ma anche gli altri sono meritevoli di attenzione.
Dall'album di esordio Everything all the Time ad oggi un po' di cose sono cambiate: Mat Brooke, uno dei membri fondatori, ha lasciato la band per seguire altri progetti e la band si è trasferita da Seattle in South Carolina. Forse a questo è dovuto il maggior senso di intimità che si respira in quest'album che suona molto più introspettivo e personale, sia nelle atmosfere sia nei testi.
 
My body knows there's a hell with my soul
We don't even know the difference
(Cigarettes, Wedding Bands)

 
So take it as a song or a lesson to learn
And sometime soon be better than you were
If you say you're gonna go, then be careful
And watch how you treat every living soul
(Detlef Schrempf)
 
La loro musica fatta di power-guitar e voci riverberate mi ricorda tantissimo i Sunny Day Real Estate (anche loro da Seattle), country e southern rock, atmosfere tipicamente americane caratterizzano quest'album e la voce di Ben Bridwell è emozionante, ispirata ed espressiva, stranita e dolce in egual misura.
Oltre alle già citate No One's Gonna Love You e Detlef Schrempf il brano d'apertura Is There a Ghost (il primo singolo, credo) è dinamica e grandiosa, aprendosi come ad abbracciare un immenso orizzonte luminoso. Cigarettes, Wedding Bands è disperatamente arrabbiata e le sue chitarre lasciano graffi profondi nell'anima. Windows Blues che chiude l'album con languide slide guitar e la voce suadente di Bridwell ci lascia con il sorriso e col desiderio di ricominciare tutto da capo.
E per una volta almeno è possibile!

BAND OF HORSES  - Cease to Begin [Sub Pop 2007]
1. Is There A Ghost
2. Ode To LRC
3. No One's Gonna Love You
4. Detlef Schrempf
5. General Specific
6. Lamb On The Lam (In The City)
7. Islands On The Coast
8. Marry Song
9. Cigarettes, Wedding Bands
10. Window Blues

http://www.bandofhorses.com/
http://www.myspace.com/bandofhorses
LYRICS

Scritto da: jaguattina | venerdì, 19 ottobre 2007 11:12 |
   [commenti (4)] [music, lyrics, americana, rock, dreamy, country, music reviews, indie]

Blogger Interviev #10 



Non tutti i blogger parlano di musica nei loro blog ma questo non signfica che non sia qualcosa di importante nella loro vita.

Anche se non dovrei pubblicare le interviste degli interisti (!!) oggi tocca a Lomotonic, col quale raramente mi trovo d'accordo in fatto di gusti musicali ma che sembra avere le idee ben chiare su quello che rappresenta la musica per lui.

Lomotonic
http://www.souls.splinder.com/

1. Cosa rappresenta per te la musica e che posto ha nella tua vita?
Parafrasando una famosa canzone "music is my aeroplane". Senza troppi giri di parole le sette note sono parte integrante di me, un sottofondo che scandisce il mio ritmo vitale, dalla mattina quando ancora assonnato spingo il tasto play dello stereo alla sera quando mi addormento ascoltando le note diffuse dal lettore mp3.
Ritengo che sia il modo più semplice e diretto per esprimere un sentimento, ragion per cui non riesco ad apprezzare solo un singolo genere.
Ricordo quando da piccolo alla ragazza di turno registravo la compilation con le mie canzoni preferite. Era una specie di rito propiziatorio; la cassetta doveva essere rigorosamente "da 90" (l'unica durata in grado di garantire "l'orgasmo multiplo") e al cromo (l'unico elemento chimico che dava una garanzia di fedeltà, stabilità e durata nel tempo). La sequenza dei brani era scientificamente studiata, non dovevano mai esserci due canzoni dell medesimo artista sullo stesso lato e non dovevano mai esserci tre pezzi lenti di fila. I titoli, così come la dedica interna, dovevano essere scritti a mano. 

2. Quali sono gli artisti/band che ami di più o che hanno segnato la tua vita e quelli e che invece proprio non sopporti?
Il primo gruppo al quale ho dedicato corpo, anima e passione è stato quello degli Housemartins.
Il loro video Caravan Of Love, era in heavy rotation su MTV, che all'epoca trasmetteva per poche ore al giorno appoggiandosi sulle piattaforme delle emittenti locali. Il loro disco l'ho preso in preso in prestito, ma la parola esatta sarebbe rubato, nella radio dove il sabato pomeriggio conducevo un programma musicale. In seguito sono venuti Clash, Cure, Smiths, Stone Roses, Oasis e Belle And Sebastian.

 3. C'è un artista che ti piacerebbe incontrare e perché?
Vi ricordate il jingle della Plasmon? Una semplice nota ribattuta che ti entra nel cervello…ecco mi piacerebbe incontrare il compositore per dirgli che è uno dei più grandi geni della musica. 

4. Qual è stato il più bel concerto a cui hai assistito?
Nirvana a Stoccarda, perché ho visto un'icona della mia generazione.
Muse a Roma per la coreografia e per l'intensità dei brani.
James Brown a Bari perché capisci che ti puoi divertire a qualunque età.

Anche se sei appassionato di musica, il tuo blog tratta altri argomenti: cosa ti spinge a tenere un blog e quali temi affronti nei tuoi post?
Tratto degli argomenti più disparati, dalla vita privata alla fuffa più totale.
All'inizio affascinato dal mezzo, contavo sulla possibilità che fosse una fonte di informazione e quindi cercavo di trattare temi di stretta attualità, ora invece non ho un filo conduttore, forse tutto ciò riflette il mio stile di vita?


Scritto da: jaguattina | martedì, 16 ottobre 2007 14:53 |
   [commenti (6)] [blogger interview]

it's always the same... 



Non avevo mai notato l'impressionante somiglianza fra

R.E.M.It's the End of the World as We Know It (And I Feel Fine)  1987

e

Catherine WheelShow Me Mary  1993

...


Scritto da: jaguattina | sabato, 13 ottobre 2007 11:11 |
   [commenti (1)] [music]

Gravenhurst - The Western Lands 



GravenhurstDieci pezzi compongono la nuova uscita della band di Bristol che ruota attorno alla figura del chitarrista e cantante Nick Talbot.
Dopo Fires in Distant Buildings pubblicato nel 2005 sempre per la Warp, i Gravenhurst fanno un deciso balzo in avanti verso un sound ancora più compatto e maturo realizzando un album a dir poco splendido, The Western Lands, in cui la band spazia fra vari sottogeneri dell’indie-rock.

Già dalle prime tracce si coglie soprattutto l’intenzione di affrancarsi dalle sonorità alt-folk dominanti negli album precedenti sperimentando una maggiore varietà di generi musicali, dallo shoegaze, al post rock, al cantautorato di stampo intimista.
L’album si apre coi i delicati ritmi di Saints che lasciano subito il posto all’intro martellante di She Dances.
La traccia con cui i Gravenhurst omaggiano il loro passato è Song Among The Pine, classica ballata struggente dai ritmi marcatamente folkeggianti (fra l’altro colonna sonora del film tedesco ‘Ein Freund Von Mir’) mentre il resto dell’album si snoda verso territori più rock, mostrando una maggiore energia e soprattutto una compattezza stilistica nuova, prova che il gruppo di musicisti che compone la band ha acquisito un ruolo più importante rispetto al passato, quando Nick Talbot era il perno attorno a cui ruotava tutto il progetto Gravenhurst.
Splendida per esempio Hollow Man con un ritmo trascinante in cui chitarra e pianoforte si contendono la parte da protagonista, o il singolo, Trust, un pezzo bellissimo cesellato da chitarre shoegaze in cui Talbot, senza paura di essere smentito, canta con voce intensa e malinconica “Trust is a hard thing to come by these days”.
Il tappeto di malinconia e i testi intimisti, infatti, come nei dischi precedenti, continuano ad essere sempre presenti, una caratteristica dominante anche in “The Western Lands”.
Caratteristica particolarmente evidente negli ultimi tre brani: Hourglass, Grand Union Canal e The Collector.
The Collector soprattutto, uno dei pezzi più belli del disco è una languida ballata arrangiata in modo scarno ed essenziale su un dialogo voce-chitarra acustica che va crescendo fino a disegnare un paesaggio di ampio respiro melodico, incorniciato sul finire da distorsioni chitarristiche, come un luminoso arabesco. E non manca anche una certa vena sperimentale che si coglie in particolare nell’epica title track, un brano completamente strumentale e spiazzante; quasi la colonna sonora di uno spaghetti western in un’interpretazione post rock.

The Western Lands è un album che colpisce da subito ma che si apprezza sempre di più, ascolto dopo ascolto, man mano che si colgono le sfumature melodiche e le tessiture ritmiche dei singoli pezzi. Un album più abbordabile che forse aprirà ai Gravenhurst le porte di una maggiore notorietà e sicuramente uno dei candidati a salire sul podio di best album 2007.

Gravenhurst - The Western Lands [Warp 2007]
•Saints
•She Dances
•Hollow Men
•Song Among The Pine
•Trust
•The Western Lands
•Farewell, Farewell
•Hourglass
•Grand Union Canal
•The Collector

http://www.gravenhurstmusic.com/
http://www.last.fm/music/Gravenhurst
http://www.myspace.com/gravenhurst


Scritto da: jaguattina | mercoledì, 10 ottobre 2007 11:05 |
   [commenti (1)] [music, post rock, folk, music reviews]

Our Life is not a movie... 



Our life is not a movie... anche se a volte la realtà supera l'immaginazione. Ma in ogni caso ci si può sempre consolare con della bella musica.

Qui ci sono i miei pezzi preferiti dalle ultime uscite, per ricordare l'estate appena passata e per aspettare l'autunno in queste ultime (ma speriamo numerose) giornate di sole!

E per i pigri c'è pure l'anteprima dei brani...


"OUR LIFE IS NOT A MOVIE OR MAYBE"

01 - Pinback - From Nothing to Nowhere
02 -  Buffalo TomBottom Of The Rain
03 -  
Turin BrakesLast Chance
04 -   
Okkervil RiverOur Life is Not a Movie or Maybe
05 -  
Iron & WineResurrection Fern
06 - Feist - The Limit to your Love
07 -  The Real Tuesday WeldDorothy Parker Blue
08 -  
SwodDeer
09 -  
The Go! TeamGrip like a Vice
10 -  
GoodBooksPasschendaele
11 - Ash - End of the World
12 -  The ThrillsTeenager
13 - The National - Fake Empire
14 -  HaydenIn September
15 - Joe Henry - Scare me to Death
16 -  GravenhurstHourglass
17 -  
José GonzálezCycling Trivialities


Scritto da: jaguattina | domenica, 07 ottobre 2007 20:48 |
   [commenti (7)] [music, jag compilations]




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