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I MIEI ASCOLTI
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LA MIA LIBRERIA

MOO minicards 



moo minicards

Un paio di settimane fa ho ordinato queste mini-card su moo.com e finalmente sono giunte in mio possesso!  Io le ho personalizzate come se fossero dei bigliettini da visita e dietro ci ho fatto scrivere il mio nome ma la cosa bella è che davanti sono tutte diverse, stampate con le mie foto preferite su Flickr.
Sono davvero deliziose!!  e sono anche un'idea originale per natale...


Scritto da: jaguattina | martedì, 27 novembre 2007 17:13 |
   [commenti (3)] [pics, words, geek life]

EDITORS Live in Rome 



Gli Editors non sono fra i miei gruppi preferiti e non lo saranno mai: mi sanno troppo di band costruita a tavolino. Detto questo ci tenevo lo stesso ad andare al concerto ieri sera. In primo luogo perchè suonavano al Piper e quindi per una volta potevo godermi un concerto che non fosse al Circolo (che non sopporto più) e poi perchè comunque ero sicura che i quattro di Birmingham avrebbero fatto una bella prova.
Piccolo problema logistico: non avevo il biglietto, perchè sono sempre indecisa fino all'ultimo e non avevo proprio preso in considerazione la possibilità che IO potessi rimanere senza... e invece!!

Per fortuna dopo aver mobilitato mezza Roma sono riuscita in extremis a trovarne uno tramite Alessio, la mente di Indieforbunnies, che ringrazio ancora.
Quando arrivo davanti al Piper quindi sono pronta per godermi un bel concerto!

Entro e sta suonando il secondo gruppo spalla: una noia mortale!! Non voglio nemmeno sapere come si chiamano e ammazzo il tempo con un vodka redbull (ormai ho le prove scientifiche che la redbull provoca dipendenza: mi è bastato sentirne l'odore passando davanti al bar che ho DOVUTO ordinarne una!!)
Finalmente inizia il concerto e devo dire che c'è un bel po' di entusiasmo nell'aria; la sala è piena, c'è gente stipata in ogni angolo del locale ma io sono in fondo, al centro: visuale perfetta!!

EDITORS Live in Rome
La musica è bella, prestazione impeccabile, la voce di Tom Smith è potente e cristallina e i pezzi più belli e più famosi ci sono tutti: bullets, smoking outside, an end has a start.... Peccato che mi sorprenda troppospesso a chiedere "ma questa non l'hanno già fatta?"
Insomma, magari sull'album si nota meno ma dal vivo i pezzi sembrano tutti uguali! Ma se volete possiamo chiamarla coerenza stilistica....
Il cantante col suo bel faccino ce la mette tutta per animare lo spettacolo e infatti a lui si deve il 90% del successo degli Editors. Il resto della band è un mero contorno: figurine in controluce.

Il concerto temina dopo circa un'ora e mezza, quando ormai siamo tutti al limite della sopportazione per il caldo e la mancanza di ossigeno (siamo pur sempre in uno stanzone sottoterra senza AC).
Stenderei un velo pietoso sulle difficoltà di uscire dal locale.
Io forse soffro un po' di claustrofobia e in certe circostanze farei meglio a starmene a casa ma trovarsi schiacciati da circa 700 persone ammassate su una scaletta larga un metro e mezzo che spingono per raggiungere l'uscita non è piacevole per nessuno. L'aria fresca della notte romana finalmente mi strappa un sorriso. Vedremo al prossimo concerto cosa succederà.

PER VEDERE I VIDEO: http://it.youtube.com/user/jaguattina
PER VEDERE LE FOTO: http://www.flickr.com/photos/15294642@N00/


Scritto da: jaguattina | venerdì, 23 novembre 2007 15:06 |
   [commenti (8)] [music, live, rock]

Blogger Interview #13 



ENVER:

credo che basti il nome a presentarlo, ma per essere essere sicura che sappiate con chi avete a che fare potrei citare le numerose riviste (virtuali e non) con cui collabora:
[blow up]
[il venezia - quotidiani epòlis]
[radio sherwood]
[rockit]
[indiepop .it]
[l'enoteca blog]
[numero 6]
oltre, ovviamente al suo nuovo blog

http://enver.tumblr.com/

1. Cosa rappresenta per te la musica e che posto ha nella tua vita?
sarebbe troppo semplice dire 'una cosa di cui non poter fare a meno'. allo stato attuale, la vivo col pilota automatico: tra l'andare in cerca e il "subire", non riesco ad ascoltarla "per me" se non quando faccio le pulizie. è più il parlarne che il dedicarsi, e per fortuna che non suono se non dei lettori cd! :D

2. Quali sono gli artisti/band che ami di più o che hanno segnato la tua vita e quelli e che invece proprio non sopporti?
parto dalla fine. Escludo subito punk, metal, garage, hardcore, rock'n'roll. Non amo la musica nera, nè ogni cosa sia melodico-commerciale, melenso-vuoto, balli di gruppo, e ultimamente mi sto stufando anche del concetto di cameretta, che abbandono per qualcosa di più epico (nel senso degli Arcade Fire). quindi al rogo Marilyn Manson, olè.
la delizia. mmm. elenco lungherrimo, mi limito a dire (alla rinfusa) Radiohead, De Gregori, Blur, Depeche Mode, Tortoise, RJD2, Yann Tiersen, Offlaga Disco Pax, Massimo Volume, Spearmint, Non Voglio Che Clara. Fra un minuto ne cambierei mezzi.

3. C'è un artista che ti piacerebbe incontrare e perché?
uhm, non sono mai stato feticista. Piero Ciampi, va'.

4. Qual è stato il più bel concerto a cui hai assistito?
Radiohead all'Arena di Verona 2001. E quello di Firenze 1997, con la neve per strada.

5. Cosa ti spinge a parlare di musica nel tuo blog?
il farla conoscere. lo scoprirla. il sentirsi talent scout. il darsi alla causa. il migliorare le percezioni generiche. combattere una lotta titanica contro lo schifo. ché non ci sono i soldi, ma almeno lasciateci le orecchie pure. la malintesa direzione artistica di un qualcosa, di qualcosa.


Scritto da: jaguattina | domenica, 18 novembre 2007 22:33 |
   [commenti (11)] [blogger interview]

THE REAL TUESDAY WELD 



THE REAL TUESDAY WELD - The London Book of the Dead [six degrees 2007]

Proprio quando pensiamo che sia una notte buia e senza stelle, ecco spuntare la luna da dietro le nuvole... e nella pallida luce cominciano a volteggiare nell'aria migliaia di farfalle colorate mentre improbabili damerini in frac e cilindro ballano il tiptap insieme a incantatori di serpenti e odalische che agitano i loro veli. E' un sogno? Forse.
Ma è anche il mondo magico e incantato dove ci porta Stephen Coates, anima dei The Real Tuesday Weld, con il suo ultimo album, The London Book of the Dead.

Coates deve essere un tipo davvero particolare: ha dichiarato più volte di usare i sogni come ispirazione per la sua musica (anche il nome del gruppo è dovuto a un sogno in cui gli appariva l’attice americana Tuesday Weld) e confessa anche di essere un fan di Al Bowly cantante inglese della scena jazz degli anni '30 (anche lei gli sarebbe apparsa in sogno). Queste atmosfere da cabaret e le sonorità jazz che fanno parte del suo background vengono riproposte in chiave contemporanea nella sua musica, non solo utilizzando i più disparati strumenti classici (fiati e ottoni, archi, pianoforte, percussioni, banjo, kazoo... ) ma anche con l'uso estensivo, seppur discreto, dell'elettronica.

THE REAL TUESDAY WELDThe London Book of the Dead è il sesto album dei Real Tuesday Weld, uscito il 28 agosto scorso per la Six Degrees.
Il titolo si riferisce al Libro Tibetano dei Morti, che descrive le fasi di passaggio di un'anima da una vita alla successiva, e che è stato usato come spunto da Coates in una fase della sua vita in cui si è trovato fra la nascita del suo primo figlio e la morte di suo padre, un dualismo vita/morte che gli ha ispirato un album in cui vengono trattati tutti i temi significativi dell'esistenza ma con una leggerezza e un'irona spiazzanti.

L'album composto da ben 16 pezzi, si apre con Blood Sugar Love un'intro delicatamente sommessa, che ci porta in punta di piedi verso un'esperienza ricchissima, piena di sorprese. A seguire, The Decline and Fall of the Clerkenwell Kid (in cui ritroviamo il personaggio immaginario alter ego romantico di Coates) che ci offre melodie esotiche orchestrate da violini, fiati e percussioni, sottolineate da una voce fuori campo come in un vecchio film in bianco e nero.
Poi arriva il pezzo più lieve dell'album It's a Wonderful Li(f)e; lieve almeno all'apparenza perchè Coates disquisisce sul senso della vita, la morte, la religione e l'etica alternandosi fra romanticismo e disincanto: "You say it's a wonderful life but you know that's a wonderful lie".

Ma siamo appena all'inizio e Cloud Cuckooland è una vera perla, particolarissima e irresistibile, con un ritmo da cabaret, arricchito da cori e voci sovrapposte ed effetti di tutti i tipi. La passione di Coates per le atmosfere jazz è invece evidentissima in Kix che riprende uno standard di Cole Porter del 1934 I Get a Kick Out of You con una leggerezza che fa venir voglia di ballare anche sotto la pioggia.

Ma il pezzo che preferisco è Dorothy Parker Blue con la sua base di pianoforte e chitarra intrecciati su cui si avvolgono le linee melodiche. Pur essendo il pezzo più classicamente "canzone", ha una dolcezza infinita che lo fa splendere fra gli altri.
A chiudere Bringing the Body Back Home cupa e malinconica ma anche luminosa e piena di speranza proprio a conclusione del viaggio che porta dalla morte a una nuova vita e conclude l'album cantando "Love hurts for sure but i's still the one thing worth living for".
Insomma, The Real Tuesday Weld è un gruppo dalla personalità vulcanica e imprevedibile e la sua musica è qualcosa che infrange le regole e viaggia sopra le righe regalandoci più di una sopresa.
Sembra venire dal passato ma è qualcosa di mai ascoltato prima.

www.tuesdayweld.com/
www.myspace.com/therealtuesdayweld


Scritto da: jaguattina | lunedì, 12 novembre 2007 10:05 |
   [commenti (4)] [music, alternative, cabaret, dreamy, jazz, music reviews, electronic, indie]

Blogger Interview #12 



Danske ha un bel blog. Non parla di musica ma parla di sè... e già questo presuppone un bel coraggio!

Ma la musica ha un ruolo importante per lui, come nella vita di (quasi) tutti e sembra che abbia anche degli otimi gusti!
Ecco a voi:

Danske
http://danske.splinder.com/

1. Cosa rappresenta per te la musica e che posto ha nella tua vita?
Ha un ruolo decisamente importante, e non potrebbe essere altrimenti. Vivo la musica in quasi tutti i suoi aspetti e da tutti questi aspetti sono appassionato. Oltre ad ascoltare assiduamente praticamente tutti i generi musicali, anche solo per gioia della scoperta di un qualcosa di nuovo ed emozionante, mi dedico a 'produrre' una mia musica suonando ed improvvisando (suono il basso e ci provo con il contrabbasso) da solo o con amici. Purtroppo mi pare sempre di avere poco tempo per fare queste cose, perché comunque le giornate frenetiche obbligano a mettere tutto su di una bilancia.
 
2. Quali sono gli artisti/band che ami di più o che hanno segnato la tua vita e quelli e che invece proprio non sopporti?
Sono nato musicalmente come fan dei Green Day, ai tempi di Dookie o di più di Nimrod, e così morirò, nonostante le svolte folk o punk-commerciali del gruppo (forse è vero che il primo amore non si scorda mai...). Attualmente sono affascinato da atmosfere post-rock e ricerco un pizzico di energia nell'indie-rock più easy...e mille altre cose...
Per odiare un musicista mi devo accorgere di una cosa: che suona, canta, produce, ma non ha (più) nulla da dire...
 
3. C'è un artista che ti piacerebbe incontrare e perché?
Credo che vorrei davvero incontrare Bright Eyes, Conor Oberst, (magari ce la faccio a Ferrara il prossimo 17 luglio). Ma non per un autografo o roba da fan. Mi vengono in mente le parole del giovane Holden che avrebbe voluto avere come amico il proprio scrittore preferito per telefonargli quando ne aveva voglia e parlarci o anche solo starlo ad ascoltare...
 
4. Qual è stato il più bel concerto a cui hai assistito?
Ricevo sempre emozioni stupende dalla musica dal vivo, anche se ascolto il gruppo di mio cugino che si esibisce al bar del quartiere. Classificare i concerti non è facile, ma è divertente. Al primo posto potrei (in ex aequo) collocare i Sigur Ros a firenze nel 2005 e i The Flaming Lips a Ferrara la scorsa estate.
 
5. Anche se sei appassionato di musica, il tuo blog tratta altri argomenti: cosa ti spinge a tenere un blog e quali temi affronti nei tuoi post?
Il mio blog parla di me. Spesso parla anche di musica, in quanto parte importante della mia vita. A volte mi permetto di scrivere anche consigli musicali riguardo le mie scoperte oppure racconto come è stato un certo concerto al quale ho avuto la fortuna di assistere. Vedi la domanda numero 1): la musica è qualcosa di grande nella mia vita.
 


Scritto da: jaguattina | giovedì, 08 novembre 2007 10:44 |
   [commenti (1)] [blogger interview]

Manchild 



 And every time you crave for me i'm, here
And anything you hunger for I'll share
And I will be quietly standing by
While slowly I am dying inside

Hold me in your arms
And let me be the one who can feel
Like I am a child in love

Every time I talk to you you're down
And every time you need a laugh I'm around
And when you forget Im here I'm not
It isn't really me that you forgot

Hold me in your arms
And let me be the one who can feel
Like I am a child in love

Whisper now
And tell me how you'll watch me
And tell me somehow I'm gonna be alright

---------------------------------------------------------------
  EelsManchild  [Beautiful Freak - Dreamworks 1996]

http://www.eelstheband.com/


Scritto da: jaguattina | martedì, 06 novembre 2007 21:10 |
   [commenti (2)] [music, lyrics, alternative, pop , indie]

ENON - Grass Geysers...Carbon Clouds 



ENON
Il rumore delle unghie sulla lavagna fa rabbrividire chiunque ma è un fastidio misto a piacere.
‘Grass Geysers...Carbon Clouds’ provoca più o meno la stessa sensazione.

A quattro anni di distanza da ‘Hocus Pocus’,  John Schmersal (chitarra, tastiere e voce), Toko Yasuda (basso e voce) e Matt Schulz (batteria), tornano a incidere per la Touch and Go e sono più agguerriti e determinati che mai.
Come un treno, gli Enon stavolta sanno esattamente qual è la loro direzione, si muovono su binari ben tracciati e, senza sbandamenti o esitazioni, vanno dritti al bersaglio.
I 12 brani sono quasi tutti brevissimi e colpiscono come uno schizzo di acido sulla pelle: una miscela urticante e rugginosa fatta di voci e chitarre altamente corrosive
('Dr. Freeze').

Un disco asciutto e senza sbavature che mantiene quello che promette: le melodie dei brani pop vengono scosse da cacofonie improvvise e il muro si suono di sgretola appena prima di trasformarsi in rumore.
Toko Yasuda modula la sua voce in modo incredibilmente vibrante passando dai toni  seducenti di lolita giapponese ai graffianti duetti con  John Schmersal, nei brani in cui i 2 cantano insieme: nella martellante 'Mr. Ratatatatat' o nella fulminea ‘Those Who Don’t Blink’ che non lascia un attimo di respiro.
Electro-punk e noise-pop per una scarica di adrenalina pura, direttamente in vena.
Chi si aspetta energia e divertimento non rimarrà certo deluso!

Similar: Spoon, Blonde Redhead, The Fiery Furnaces

ENON - Grass Geysers...Carbon Clouds [Touch and Go, 2007]
Mirror On You
Colette
Dr. Freeze
Sabina
Peace Of Mind
Law Of Johnny Dolittle
Those Who Don’t Blink
Pigeneration
Mr. Ratatatatat
Paperweights
Labyrinth
Ashish

http://www.enon.tv/
http://www.myspace.com/enonmusic


Scritto da: jaguattina | venerdì, 02 novembre 2007 12:21 |
   [commenti (7)] [music, pop , music reviews, noise, indie, electro-punk]




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